Siamo al fallimento dello Stato di diritto?

Novembre 3, 2007 di francoazzurro

Franco Frattini, vicepresidente della Commissione di Bruxelles incaricato dell’immigrazione, ritiene che l’Italia resti la sola dei grandi paesi europei a non essersi conformata alla direttiva 30 del febbraio 2007 di respingere i cittadini “non aventi mezzi per soddisfare i loro bisogni”.

Lo accusa in particolare di una tolleranza “eccessiva” nei confronti dei rumeni per avere abolito le misure adottate nel 2004 che sottoponevano la loro entrata sul territorio al conseguimento di un’occupazione.
Il governo Prodi “si è spiegato la gravità della situazione soltanto quando ne non ha più avuto il controllo”,
Questo si legge su alcuni giornali francesi.

I rom sono emarginati ed usati nel loro Paese, ma se combinano qualche guaio vengono sottoposti a pesantissime pene restrittive. Qualcuno da noi si permette di condannare i nostri che li sfruttano col caporalato.
Prodi lo sapeva quando stava per aprire la frontiera alla Romania a cosa saremmo andati incontro. Poco è cambiato in quello Stato da quando per scappare dalla tirannia si tuffavano nel Danubio rischiando le mitragliate dei cecchini. Lo sapevano tutti. Lo sapevo anch’io.

Al tempo di Cheausescu (fine anni ‘70) soggiornai per circa un mese in quel paese. Sapendo da me ch’ero stato in quel di Craiova ed avevo rischiato la vita per una piacevole avventura, il capo dei vigili del fuoco di Timisoara mi confidò : “vedrai faremo quanto prima la rivoluzione contro il satrapo, chiameremo i disperati di quelle zone malfamate come la Transilvania e la regione di Craiova (infestate di rom) al momento giusto, per dare sostegno alla cittadinanza che non ce la fa più”.

Ricordate il ministro Ferrero quando appena il mese scorso in una riunione alla Camera del Lavoro di Milano incitava alla rivolta i rappresentanti degli immigrati contro i Consolati per la lentezza delle pratiche di ricongiungimento? Ebbene ora se ne lava le mani: in Consiglio dei Ministri, sul decreto sicurezza si astiene.

Tutti sanno che molti Comuni, almeno per certo qui a Firenze, fino ad ieri hanno elargito 30 euro a capo a quelli dei campi nomadi per tenerli buoni, imponendo ai loro figli di frequentare le nostre scuole e tanti altri benefici a carico delle nostre comunità, oggi che Veltroni deve far “carriera” Prodi cavalca l’ira della gente cacciandoli brutalmente.

Per decenni ci hanno abbuffato di pietismo verso i diseredati, i negletti del mondo (pensiamo ai viaggi in africa “der nutella”), solo oggi si accorgono che costoro sono irrecuperabili.

Un pietismo ed una ipocrisia stucchevoli che smascherano chiaramente le loro intenzioni elettoralistiche per la fame di potere.

L’unica cosa che posso augurarmi è che questi signori del pietismo d’accatto si tolgano dalle scatole al più presto, prima che combinino altri danni.

Francesco Pugliarello

da: http://francoazzurro-politicaeconomia.blogspot.com

Partito Democratico: L’AVVENTO DEL PENSIERO DEBOLE

Ottobre 27, 2007 di francoazzurro

La tanto strombazzata nascita del Partito Democratico certifica l’avvento di una nuova filosofia politica, quella del potere fine a se stesso e nel contempo segna l’affermazione del pensiero debole, incarnato dall’ecumenismo veltroniano. All’apparenza queste frasi suonano come slogan, ma nei fatti hanno un loro fondamento. Vediamone le ragioni.
L’operazione che negli anni ‘70 andò sotto il nome di «compromesso storico» tra i comunisti di Berlinguer e i democristiani di Aldo Moro, oggi riproposta dai Ds di Fassino con l’avallo di Prodi, riproduce né più né meno che una sorta di compromesso tra i due maggiori partiti storici che nell’immediato dopoguerra si spartirono il potere; un compromesso che gli Stati uniti d’America, in piena «guerra fredda» avevano tollerato, ma osteggiarono quando l’allora presidente della Democrazia Cristiana voleva sancirne l’ufficialità. Allora nasceva sotto le insegne della «Solidarietà nazionale» per combattere le brigate rosse, oggi per impedire la riconquista di Palazzo Chigi a Berlusconi e contrastare l’estrema sinistra assurta agli onori di governo del Paese.Ds e Margherita, fondendosi nel Pd con lo scopo di riformare le istituzioni, tentano di consolidare l’operazione rimasta in sospeso dopo l’assassinio di Aldo Moro. I cosiddetti poteri forti che guidano l’economia, la cultura, le attività produttive, il terziario, rimaste da sempre ben salde nelle mani dei Ds e della Margherita, plaudono a questa operazione che ha il sapore di una manovra di vertice ammantata di democraticità e come tale politicamente non facile da digerire. Anche se è prematuro trarre delle conclusioni, dove ancora tutto dovrà misurarsi nelle “assemblee costituenti”, le prime avvisaglie si possono ravvisare nelle pretese dei Ds che, a seguito dei suffragi riscossi in sede di primarie, già reclamano il doppio dei seggi. Conoscendo bene la natura di questi due partiti, smentendo Veltroni quando afferma che il Partito Democratico sarà un partito «senza correnti», il politilogo Baget Bozzo già preconizza che i 2400 delegati verranno nuovamente sottoposti alla prova fedeltà.
Il che non impedirà il riaccendersi delle faide interne, rendendo ulteriormente instabile la governabilità del Paese. Questo l’aveva capito anzitempo Lamberto Dini, tanto che, da vecchio volpone, prevedendo di non essere gradito al nocciolo duro della «struttura», ha pensato bene di tirarsi fuori, fondando un proprio partito.

Molti pensano, che Prodi ne verrà indebolito, dimenticando che costui è un dossettiano di ferro come lo è lo stesso neo-vice segretario Dario Franceschini. Quando quest’ultimo afferma che la natura del nuovo partito è quello di essere «maggioritario», vuole intendere che l’unico partito maggioritario è stato per decenni la Dc che, tradotto dal politichese, significa che i Ds devono fare i conti con la Margherita perché ci mette la faccia per mostrare all’opinione pubblica che il nuovo Pd è il vero partito riformista e per converso la Cdl una coalizione conservatrice.
La riprova sta nei prudenti commenti di Fassino e nelle risposte stizzite di Casini rivolte a Franceschini nella trasmissione di martedì scorso a Ballarò. Dunque Prodi potrebbe anche uscirne rafforzato, ma non sarà facile, perché l’«ecumenico» Veltroni tenterà con ogni mezzo di attirare a sé le simpatie di quei poteri legati ai loro specifici bisogni, che spingeranno verso nuove elezioni.

Tuttavia questa partita politica, in cui nella galassia della sinistra decine di parlamentari sono in sofferenza, potrebbe porre una pesante ipoteca sulla tenuta del nuovo partito e dello stesso Governo, facendo il gioco di Berlusconi.

Chi perde è ancora una volta il Paese reale, principalmente il Sud, dal momento che lo stesso neopresidente del Pd sventola la bandiera della «questione settentrionale». E’ un salto nel buio che riporta le lancette della politica indietro di almeno trent’anni, con l’aggravante che il governo Prodi, pur di non perdere la poltrona, dovrà accontentare l’antagonismo sinistro che spinge per un livellamento economico e sociale verso il basso.
Se questa operazione non riuscità, dovranno dar fondo al serbatoio dei voti extracomunitari che stanno cinicamente coccolando. Il resto è la solita pantomima, buona a raggirare le loro «masse».

di Francesco Pugliarello
da RAGIONPOLITICA:IT – 20.10.2007

BRUXELLES 18/19 ottobre Convegno internazionale anti-shari’ah

Ottobre 27, 2007 di francoazzurro

La resistenza attiva alla sharh’ia e al jihad è cominciataNOTIZIA CHE NON AVETE TROVATO SUI MEDIA NAZIONALIA Bruxelles più di 70 rappresentanti di un gran numero di nazioni europee, USA. Canada e Israele compresi, si sono incontrati per fare fronte comune contro l’islamizzazione forzata dell’Occidente e hanno messo la prima pietra a quella che sarà la costruzione che dovrà reggere contro le bordate dei fanatici integralisti islamisti che vogliono imporre un regime teocratico al mondo intero, partendo da una menzogna ben strutturata sulla religione, cercando e spesso riuscendo a far credere al mondo che stanno portando a compimento le parole del profeta Maometto, che sarebbero, secondo loro ciò che Dio avrebbe comandato.

“”Noi che siamo abituati a ragionare criticamente e ricorriamo sempre all’utilizzo della ragione, non possiamo credere che Dio si sia divertito a creare gli uomini per farli diventare dei brutali assassini, privandoli della pietà, sollevandoli persino dal senso di colpa che la morale e l’etica trasmettono agli assassini e non possiamo perciò accettare un’ideologia tanto stragista quanto quella che gli integralisti islamisti, attraverso il terrorismo, stanno portando in tutto il mondo, facendo scorrere fiumi di sangue.

L’universo non è una creazione immutabile, anche perché la scienza ci fornisce ogni giorno prove a conferma che tutto è in divenire e tutto si trasforma, altrimenti l’universo non avrebbe la possibilità di rigenerarsi ma si consumerebbe fino ad esaurirsi. Noi occidentali sappiamo che il mondo per evolversi ha bisogno di arricchirsi di nuove informazioni e non potrebbe farlo restando identico ed immutabile, ma ha bisogno di esperienze che possono arrivare soltanto dal confronto e questo si ottiene attraverso nuove fonti di informazioni che si trovano soltanto nella ricchezza delle differenze.
L’evoluzione ed il tempo determinano cambiamenti naturali che includono la sfera sociale, la cultura e persino l’etica, infatti quasi tutto ciò che era valido per l’uomo del medievo, non è più valido per l’uomo moderno, e lo vediamo applicato anche nell’arco di una semplice esistenza: ciò che è valido per i neonati non è valido per le persone adulte e nemmeno per gli anziani. E’ inconcepibile che l’islam venga usato per bloccare l’evoluzione universale, perché significa che l’islam è contro la creazione divina e perciò nei termini pratici l’islam rappresenta una bestemmia contro dio.

Inoltre, l’islam che viene propagato sulla Terra con l’uso della forza, e per determinare ogni più intimo aspetto della vita quotidiana delle persone, relegandole a divisioni classiste che generano caste più o meno privilegiate secondo l’appartenenza religiosa, con diversi diritti e diversi doveri, non può essere un progetto divino, ma frutto dell’ignoranza umana o peggio dell’interesse di chi ha compreso che sfruttare il sentimento religioso e i sensi di colpa delle persone produce in loro sottomissione dovuta al terrore inoculato dal timore di non aver accesso alla vita eterna.
Noi rifiutiamo questi concetti perché non sono frutto di un disegno divino, ma sono il calcolo interessato di una banda di mascalzoni che sfrutta la superstizione e la fede, per portare a compimento il proprio progetto politico, così da soddisfare i propri interessi personali e riuscire a mettere le loro rapaci mani sul dominio del mondo, proprio come a suo tempo hanno già tentato di fare molti personaggi che la storia ci ha dimostrato nella loro vera luce di squallore ideologico e morale, ma che non avevano, per nostra fortuna, i mezzi che esistono oggi nell’era della globalizzazione. Questo è il motivo per cui un certo islam è pericolosissimo ed è proprio questo islam che tutti noi rifiutiamo e combatteremo con ogni mezzo legale per impedirgli di imporsi sulle nostre esistenze.

Ebbene: la resistenza è cominciata, poiché oggi non siamo più tanti soggetti soli e isolati, ma ci siamo uniti per difendere i principi che hanno determinato ciò che siamo oggi: uomini che hanno percorso la storia facendo errori e correggendoli, ma giungendo a quello che è il miglior sistema di vita sul pianeta Terra: noi oggi abbiamo a disposizione dei valori che molti Paesi al mondo non hanno nemmeno lontanamente nei loro ideali: il diritto, la democrazia, la libertà e nessun dittatore al mondo di qualsiasi natura sia la sua ideologia, religiosa, politica, economica potrà farci cambiare strada.
L’islam integralista non passerà, perché noi glielo impediremo con tutte le nostre forze.

Questa è Bruxelles oggi, che riunisce in questa cattedrale le radici della sua natura, costituita da ragione e fede, lo mette in evidenza l’importante mostra del più grande scienziato di tutti i tempi: Leonardo da Vinci le cui opere sono esposte nella più importante cattedrale di Bruxelles. E’ questa identità quella che vogliamo difendere e che vorremmo arricchire attraverso tutte le culture e le religioni islam compreso, ma che non vi si sovrapponga cancellandone la natura e l’essenza primigenia”".

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